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Direttive per la gestione del C.O.C.

"CENTRO OPERATIVO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI PROTEZIONE CIVILE"

del COMUNE di PESCIA.
   

IL SINDACO


In ottemperanza a quanto previsto dalla Legge del servizio nazionale di protezione civile 225/1992, Legge Regionale 42/1996, D.L. 112/1998.

PREMESSO 

CHE l'Ufficio di Protezione Civile del Comune di Pescia, costituito con Delibera del 24.9.1990 nr.783, è la struttura di cui l'Amministrazione Comunale si è avvalsa per il coordinamento e la direzione dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite da pubbliche calamità;

CHE l'Ufficio è agli ordini diretti dell'autorità del Sindaco, in qualità di Ufficiale di Governo e che fa parte dell'Unità Operativa Lavori Pubblici, Ufficio Protezione Civile.

VISTO l'articolo 15 della stessa legge N° 225/1992 , l'art. 12 della Legge Regionale N° 42/1996 le relative norme di legge a questa collegate, dispone quanto segue:

FUNZIONI

L'Ufficio di Protezione Civile nel periodo di non emergenza, svolge in via ordinaria le seguenti funzioni:

  • attività di previsione e prevenzione;
  • elaborazione, aggiornamento e gestione dei piani Comunali di Protezione Civile;
  • elaborazione di una mappa dei rischi del territorio;
  • interventi immediati nelle micro calamità volti a rimuovere le cause di pericolo, manifesto o potenziale, e portare soccorso alle popolazioni colpite;
  • diffusione tra i cittadini della cultura della Protezione Civile, rivolta con particolare riguardo alle giovani generazioni;
  • formazione e addestramento permanente degli operatori di protezione civile;
  • predisposizione, cura ed aggiornamento dell'albo comunale del volontariato di protezione civile.
COSTITUZIONE
  • L'Ufficio ubicato nei locali di proprietà comunale, assume ai sensi e per gli effetti dell'art.15 della Legge Nr.225/1992 e dell'art. 12 della Legge Regionale Nr.46/1996 la dizione di "Struttura Comunale per il servizio di Protezione Civile" di seguito denominata nelle presenti disposizioni anche con la dizione di "Centro Operativo Comunale per la Protezione Civile"; esso è costituito da:
  • Comitato Tecnico della Protezione Civile (delibera GM N° 783 del 24.9.1990);
  • Gruppo Comunale Volontari di protezione civile (delibera G.M. N° 156 del 9. 11. 1992 );
Alla "Struttura Comunale" di cui all'art.15 della Legge N¡225/1992 e all'art.  12 della Legge Regionale N°42/1996 sono assegnati, da parte delle Autorità Comunali, locali idonei ed attrezzature idonee per consentire l'espletamento del servizio sentito il comitato di gestione, favorisce ed agevola il reperimento degli strumenti da porre a disposizione per il servizio di protezione civile mediante:
  • acquisizione diretta ;
  • favorendo l'utilizzazione di provvidenze, agevolazioni e stanziamenti previsti dalle normative nazionali, regionali e locali in materia di volontariato, anche attraverso la disponibilità, l'opera e l'apporto diretto dei volontari;
  • favorendo e ricercando il "concorso", nell'attività del centro, di quelle autorità, enti ed organizzazioni istituzionalmente preposte a svolgere servizio di assistenza e di protezione civile in favore della popolazione nelle occasioni di calamità e nelle situazioni di emergenza;
  • favorisce e stimola le iniziative del volontariato locale e n'assicura il coordinamento nel rispetto di quanto previsto dall'art. 18 Legge 225/1992.
  • GESTIONE DEL CENTRO

    Per la gestione della Struttura Comunale di Protezione Civile, il SINDACO si avvale di un COMITATO DI GESTIONE cosi formato:

    • Personale Tecnico Comunale di Protezione Civile ed i rappresentanti dell'Unità Sanitaria Locale competente (Delibera di Giunta Municipale n. 646 del 27.08.1991);
    • Ufficiale dei Vigili del Fuoco, (componente fondamentale della Protezione Civile)
    • Rappresentante del Corpo Forestale dello Stato;
    • Comandante locale dei Carabinieri;
    • Dirigente locale della Polizia di Stato;
    • Dirigenti di altri Uffici specifici interessati nei settori come trasporti (Ente FS e Servizi di Autolinee), luce, acqua, telefoni, gas. NU ecc.:
    • Responsabili delle Associazioni del Volontariato di Protezione Civile ed il responsabile locale della Croce Rossa Italiana.
    Il comitato di Gestione è diretto dal Sindaco o suo Delegato, esso ha competenza sull'attività di previsione, prevenzione e soccorso nell'ambito del coordinamento del servizio espletato dalla Struttura Comunale di Protezione Civile sul territorio; il funzionario incaricato presso la Struttura Comunale assolve le funzioni di segretario del comitato stesso.

    Nelle operazioni di soccorso il Comitato assume la denominazione di C.O.C. (Centro Operativo Comunale) ed oltre ai rappresentanti degli enti istituzionali operanti sul territorio e delle associazioni del libero volontariato di Protezione Civile, n'entrano a far parte i rappresentanti delle forze istituzionali, non presenti sul territorio, chiamate di rinforzo attraverso il C.C.S. (Centro Coordinamento Soccorsi) della Prefettura.
     
     

    FUNZIONAMENTO DEL CENTRO

    Il Centro è attivo 24 ore su 24 per 365 gg. l'anno ed il suo funzionamento è assicurato attraverso la predisposizione di turni di servizio garantito, dalle ore 8 alle ore 20, utilizzando personale effettivo o aggregato in forza alla struttura comunale del servizio di protezione civile, e dalle ore 20 alle ore 8, e nei festivi, da personale volontario abilitato secondo turnificazione programmate.

    • Personale dell'Amministrazione comunale, a livello di coordinatore, assicura comunque la propria reperibilità, nell'arco delle 24h., al fine di costituire il tempestivo e continuo supporto organizzativo al personale già operante quando se ne ravvisi la necessità.
    • Il Gruppo Comunale Volontari assicura la presenza di una o più squadre per eventuali interventi e servizi esterni
    • Gli appartenenti delle associazioni di volontariato di Protezione Civile liberamente costituite cooperano ad assicurare il servizio di presidio e concorrono agli interventi per micro-calamità o piccole esigenze.
    Il comportamento all'interno del Centro Operativo di Protezione Civile

    Deve essere improntato a rapporti di reciproca stima, collaborazione e civile convivenza, presupposto indispensabile per garantire la massima efficienza in tutte le attività previste.
     
     

    Tutte le persone ammesse a frequentare il centro operativo contribuiscono a mantenere un'adeguata igiene e pulizia dei locali interni e degli spazi esterni.

    Il Sindaco, in qualità di Autorità Comunale di Protezione Civile, può disporre l'allontanamento, temporaneo o indeterminato, come provvedimento disciplinare nei confronti di tutti coloro che nello svolgimento dell'attività di servizio all'interno della struttura non si conformino alle disposizioni di legge ed ai regolamenti, e nonostante richiamo ufficiale da parte del responsabile del Centro perseverino in cattivi comportamenti.

    I volontari o il personale addetto che entrano nel turno di servizio presso la sala operativa prendono le consegne da chi cessa il servizio, controllano che la struttura non abbia subito manomissioni o danneggiamenti e che gli apparati di dotazione (telefoni, impianti illuminazione, radio, etc.etc) siano funzionanti. Il personale di servizio dovrà tenere ben visibile il tesserino di riconoscimento rilasciato dall'Amministrazione Comunale.

    I componenti delle squadre adibite al servizio esterno indossano la divisa dell'Ente, Corpo o Associazione d'appartenenza, o quella fornita dall'Amministrazione Comunale e tengono pronto l'equipaggiamento per eventuali uscite, si occupano della preparazione dei mezzi e svolgono attività di addestramento.

    Le persone non autorizzate all'ingresso nell'area operativa della struttura di Protezione civile e sala radio, si recano presso la sala d'ingresso e se devono, per validi motivi, permanere riceveranno il "pass." di visitatore previa identificazione e registrazione sugli appositi registri.

    Il parcheggio delle macchine all'interno della recisione e' riservato al personale di servizio: Gli altri mezzi anche se condotti da frequentatori, dovranno parcheggiare all'esterno per non ostacolare il rapido impiego delle squadre di intervento.

    LE PROCEDURE OPERATIVE

    Le segnalazioni.

    Le comunicazione del verificarsi di un evento calamitoso - o l'avviso di una situazione di pericolo - può essere diramata dalla Prefettura o pervenire alla Sala Operativa dalla struttura periferica di vigilanza e/o da privati cittadini.

    La veridicità dell'informazione, quando provenga da fonte non qualificata, va verificata con la massima tempestività, attraverso contatti per la conferma con il Comando Carabinieri, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Municipale ed in ultimo con l'invio sul posto di personale qualificato.
     
     

    Fasi dell'intervento. Evento di modesta portata

    Per evento di modesta portata s'intende quello prodotto da eventi naturali circoscritti, di modeste dimensioni e che non comportino immediato pericolo all'incolumità delle persone o gravi danni alle cose, oppure connessi con l'attività dell'uomo: Essi, per loro natura, possono essere fronteggiati dai servizi comunali competenti in via ordinaria, e con il solo supporto della Struttura Comunale per il servizio di Protezione Civile.

    Al verificarsi di un tale evento, il Funzionario provvederà:

    • stabilire contati telefonici con gli Enti competenti;
    • scambiare con loro informazioni e consultazioni sui provvedimenti da intraprendere;
    • garantire il collegamento fra gli Enti interessati, responsabili e gli operatori;
    • se ritenuto utile, ad inviare sul posto o nei punti di probabile crisi una o più squadre;
    • informare prontamente il Dirigente ed il Sindaco sull'evento e sui provvedimenti presi;
    • informare tramite messaggio, per conoscenza o, se l'evento lo richiede per competenza, la Prefettura.


    Allertamento

    Qualora non pervenga tramite i canali di collegamento con la Prefettura, si ha allertamento quando il Funzionario ritenga che l'evento di cui si ha notizia, per natura ed estensione comporti l'intervento coordinato di più Enti, o Uffici competenti, in via ordinaria. In questo caso informa con immediatezza il Dirigente ed il Sindaco, su disposizione di quest'ultimo, il Comitato Tecnico operativo di protezione civile.

    Dopo che il Sindaco, o in sua assenza il Dirigente, ha concordato con la valutazione effettuata dal Funzionario, quest'ultimo attiva le seguenti procedure:

    • dispone la diramazione di un fonogramma o messaggio per allertare tutto il personale di protezione civile, le organizzazioni di soccorso e le Associazioni che dovranno garantire l'intervento;
    • predispone le iniziative necessarie, e le contromisure idonee, per fronteggiare l'evento ed allerta il "C.O.C." (Comitato Operativo Comunale)
    • rafforza l'attività di vigilanza e di ricognizione;
    • informa costantemente il Sindaco sull'evento e sui provvedimenti adottati;
    • trasmette urgentemente alla Prefettura un primo messaggio informativo.
    L'Ufficio operativo della struttura comunale di protezione civile, allerta il personale comunale interessato, i funzionari ed i responsabili degli Enti, delle Aziende e del Gruppo Comunale volontari.
    L'allertamento diramato alle Associazioni del volontariato, fino alla dichiarazione di cessata emergenza o messaggio di disattivazione, comporta per i responsabili l'obbligo delle seguenti procedure:
    • l'allertamento presso il proprio domicilio dei volontari reperibili;
    • controllo e la disponibilità degli automezzi;
    • il controllo e la disponibilità delle attrezzature;
    • il controllo delle scorte per l'autosufficienza;
    • la comunicazione delle forze disponibili e i nominativi dei responsabili alla Sala Operativa della Struttura Comunale del Servizio di Protezione Civile.
    L'associazione Italiana della Croce Rossa, C.R.I., integrando con servizi, mezzi e formazioni propri l'azione diretta dell'Ente Locale contro le Calamità Pubbliche (D.L. CPS Nr.1256/1947), provvede allo svolgimento dei propri compiti istituzionali, nell'attività di previsione, prevenzione e soccorso, mediante regolamento apposito da realizzarsi ai sensi dell'art.5 del DPR 31 luglio 1980 Nr.613.

    Preallarme

    Si ha "preallarme" quando l'evento che ha provocato allertamento si aggrava in modo irreversibile e si possa prevedere, con sufficiente probabilità, lo stato d'emergenza.

    Il Funzionario dell'Ufficio sentito il Dirigente ed avvertito il Sindaco convoca presso il Centro operativo di protezione civile:

    • il Comitato Tecnico e quanti possono costituire supporto necessario secondo esigenza;
    • convoca il C.O.C.;
    • si assicura che i responsabili delle Associazioni del volontariato di Protezione Civile raggiungano al più presto la sede della struttura comunale per insediarsi nel C.O.C.;
    Il preallarme comporta per il Funzionario:
    • La convocazione del personale dell'Amministrazione Comunale interessato e i funzionari/dirigenti responsabili degli Enti, Corpi ed Aziende;
    • La trasmissione alla Prefettura di un messaggio informativo.
    • La predisposizione di comunicati da diramare alla popolazione in caso d'allarme
    Durante il preallarme i Responsabili delle Associazioni del Volontariato, fino alla dichiarazione di cessata emergenza:
    • provvedono ad approntare tutte le squadre di soccorso disponibili;
    • provvedono ad allestire gli automezzi con materiale appropriato al tipo di intervento da effettuare;
    • programmano lo schema di partenza;
    • si pongono, con urgenza, a disposizione del Funzionario/Coordinatore del Centro Operativo segnalando gli elenchi degli uomini e dei mezzi approntati;
    • s'insediano nel C.O.C. presso la struttura comunale o altro locale idoneo.
    Emergenza

    Si ha emergenza in caso di catastrofi, calamità naturali o altri eventi similari che per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari; oppure, nel caso in cui l'evento, per il quale era stato già disposto l'allertamento o il preallarme, abbia assunto proporzioni tali da non poter essere agevolmente fronteggiato con mezzi e poteri ordinari.

    Il SINDACO, valutata la situazione prospettata dal Funzionario e dal Dirigente, in qualità di Ufficiale di Governo, Autorità di Protezione Civile, dispone che sia dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio Comunale.

    Pertanto provvede, per il tramite l'Ufficio di Protezione Civile:

    • Ad inviare il messaggio di dichiarazione dello stato di emergenza alla Prefettura ed agli organismi competenti;
    • A convocare, qualora precedentemente non si siano verificate le fasi di allertamento e preallarme, il Comitato Tecnico Locale ed il C.O.C.;
    • predisporre le modalità di comunicazione alla popolazione, attraverso i mezzi più idonei, dello stato di emergenza.
    Il coordinatore dell'emergenza dispone l'attuazione di quanto richiesto ai volontari, attraverso i responsabili delle associazioni del libero volontariato 

    L'azione di soccorso

    Le operazioni di soccorso per le micro e macro calamità pubbliche saranno coordinate direttamente dal Sindaco tramite la struttura operativa comunale di Protezione Civile (art. 15 della Legge N¡225/92) susseguentemente al verificarsi dell'evento anche se le strutture d'intervento non abbiano assunto l'assetto previsto.

      L'azione di soccorso comprende tre distinti momenti:
       
    • A - acquisizione dei dati con l'impiego dell'Ufficio operativo calamità pubbliche costituito in seno al C.O.C. Ha lo scopo di fornire in tempo reale un quadro, il più' completo possibile, della situazione al fine di definire:
    • l'area coinvolta nell'evento calamitoso;
    • entità dei danni e relative conseguenze sulla popolazione, sulle abitazioni, sulle opere d'arte, beni culturali, aree boschive e beni ambientali, sugli impianti industriali, e sulle vie di comunicazione, sulle possibilità di rifornimento idrico, alimentare e domestico, etc.;
    • fabbisogni più immediati per garantire la salvaguardia e la sicurezza della popolazione colpita, l'assistenza alla continuazione della vita, la ricostruzione del tessuto sociale e gli interventi tecnici d'urgenza in via provvisoria nonchè gli interventi socio-assistenziali a più largo raggio.
    Attività ricognitiva sarà svolta da unità d'intervento di costituzione diversa secondo il tipo di evento. Tutti i dati raccolti, partendo da quelli iniziali ed incompleti, vanno immediatamente trasmessi alla Prefettura con i successivi aggiornamenti.
  • B - valutazione dell'evento I dati acquisiti con la ricognizione dell'area colpita e/o attraverso le segnalazioni delle strutture periferiche di vigilanza, consentono di:
    1. configurare e localizzare il fenomeno nelle sue reali dimensioni e ubicazioni territoriali (è obbligatorio utilizzare le coordinate UTM/IGM 1:25.000);
    2. definire l'effettiva portata dell'evento, (ossia se trattasi di micro o macro calamità pubblica).
  • C - adozione dei provvedimenti Sulla base della predetta valutazione si possono adeguare e calibrare gli interventi in materia di:
    1. delimitazione ed interdizione dell'area colpita avvalendosi della Polizia Municipale, dell'Unità Operativa Lavori Pubblici, e delle Forze dell'Ordine nonchè del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile;
    2. igiene e sanità' pubblica;
    3. evacuazione, ricovero, assistenza ed alimentazione della popolazione, definendo le strutture di ricovero dei feriti ed ammalati, le zone di raccolta della popolazione, gli itinerari di sgombero, le strutture di recettività degli evacuati o sfollati;
    4. Spetterà al personale medico disponibile determinare l'ordine di successione nel trasferimento dei feriti e degli ammalati valutando o l'applicabilità dei criteri convenzionali ordinari o le procedure tecniche e logistiche applicate nella medicina delle catastrofi, secondo l'esigenza in corso;
    5. definizione e invio in zona delle unità di soccorso più idonee;
    6. definizione e invio in zona dei materiali e dei mezzi necessari attingendo alle proprie disponibilità;
    7. richiesta di rinforzi, materiali, risorse e mezzi tecnici di soccorso, tramite il C.C.S. (Centro Coordinamento Soccorso) della Prefettura. 
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