Pontito

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Altitudine

750 m. di altezza, il paese più alto della montagna Pesciatina.

Come si raggiunge

A) Da Pescia dopo Pietrabuona si prende a sinistra e oltrepassati Aramo e S.Quirico si arriva a Stiappa e da qui a Pontito;
B) Da Pescia dopo Pietrabuona si prende a destra, seguendo il corso del fiume, si oltrepassa il Ponte di Sorana ed il Ponte di Castelvecchio e ci si ricongiunge, poco dopo Castelvecchio, con la strada che porta a Stiappa;
C) Stesso percorso B) fino al Ponte di Sorana e poi si prosegue in direzione di Lanciole; una volta a Lanciole si prende a sinistra e si raggiunge Pontito
D) Venendo invece dall’Abetone, si puo’ passare per Piteglio e una volta raggiunto Lanciole si arriva a Pontito
E) Sempre dall’Abetone si arriva a Lucchio e quindi attraverso una strada malagevole e dissestata, passando da Croce a Veglia, si arriva a Pontito.

Origini

Secondo la tradizione il nome andrebbe ricondotto ad un ponte edificato da Tito Augusto, tradizione popolare che qualche scrittore ha cercato di avvalorare senza però portare argomenti convincenti a sostegno di questa tesi; un’altra ipotesi fa risalire il nome di Pontito alla antica chiesa del paese, che era intitolata a San Potito, patrono del paese.
Sicuramente nel 910 Pontito esisteva di già visto che in quell’anno la chiesa di San Potito è ricordata come dipendente dal piviere di San Martino a Vellano, in una carta dell’Archivio Arcivescovile Lucchese recante la data del 1 Luglio.

Storia

Nonostante il paese sia situato in un punto protetto su tutti i lati, ad ovest dai Monti del Battifolle e a nord dall’altura di Croce a Veglia, nel Medioevo dovette subire più di un assedio. Intorno al Mille, la piccola città ci appare infeudata, con un atto che reca la data del 998, a Giovanni e Pietro, Signori di Maona e di Castiglione, da parte dei Vescovi di Lucca; l'appartenenza di Pontito al dominio lucchese risultò confermata sia dopo la morte di Federico II, quando la Valleriana tornò sotto la giurisdizione del Comune di Lucca e Pontito fu compreso nella vicaria di Villa Basilica, sia dopo che l'intera Valdinievole passò sotto il dominio fiorentino, formando un distretto in gran parte isolato, interposto fra il territorio pistoiese e quello pesciatino.
Nel 1230 scoppia una guerra tra Pistola e Lucca ; Pontito, insieme a Lucchio, Stiappa ed a diversi altri paesi, viene occupato dalle milizie pistoiesi. Ancora, alla fine del secolo Pontito fu impegnato in una sanguinosa guerra con Lanciole, originata probabilmente da futili motivi, che si verificavano spesso a quei tempi, e che durò per più di due anni, fino al 1295. Nel secolo successivo (1381) si ebbe una nuova guerra, alla quale presero parte anche diversi castelli della Lucchesia e quelli pistoiesi di Cutigliano, Lizzano e Popiglio; guerra conclusa da un armistizio solo due anni dopo. Successivamente si ebbe la dominazione di Francesco Sforza, che espugnò Pontito nel XV secolo.

Personaggi Illustri

L’uomo più celebre che sia nato a Pontito è senz’altro Lazzaro Papi. Appartenente ad una famiglia di agricoltori del paese fu medico, avventuriero, viaggiatore, soldato ed in particolare scrittore traduttore; la sua fama di letterato è dovuta alla traduzione del “Paradiso Perduto” di Milton. In essa Lazzaro Papi si dimostra, oltre che perfetto conoscitore della lingua inglese, poeta di buon valore; la sua tradizione è a tutt’oggi la più valida esistente.
La morte lo colse a Lucca, dove è sepolto nella Basilica di San Frediano.

Il paese

Pontito è un antichissimo castello arroccato sulla cima di un colle, circondato da fitti boschi di castagni. La forma e la Fontanastruttura del borgo sono quelle tipiche degli insediamenti medioevali, caratterizzati dalla vocazione dall’arroccamento ed alla difesa e costruiti quindi sulla vetta di un colle in posizione dominante per poter meglio respingere gli attacchi esterni. A differenza degli altri paese limitrofi, in Pontito anche la chiesa è inclusa dentro il perimetro delle mura.
In qualsiasi direzione ci si muova ci si troverà a salire e scendere continuamente, lungo viuzze ripide e strette, completamente avvolti dalla compatta cortina delle sue vecche, ma ben conservate, case di pietra. Da segnalare i numerosi arredi “viari” sparsi un pò per tutto il paese, di cui alcuni quattrocenteschi, come ad esempio una architrave scolpita in arenaria e raffigurante in altorilievo un’aquila ad ali spegate e con la testa coronata, che si trova in Via delle case al 55, o come un’altra architrave, Via Papi 85-87datata 1474, che si trova in Via Papi 85-87, e che reca dei motivi decorativi floreali.
Belle sono anche le fontane pubbliche, scolpite in pietra arenaria, che risalgono al XVIII-XIX secolo. Esse sono ricavate da enormi blocchi di pietra e si compongono di grosse vasche monolitiche scavate con lo scalpello; si tratta di opere da attribuire allo stile neoclassico caratteristico della fine del Settecento.
Pontito è un paese che ripone gran parte della sua bellezza nelle sue strutture, nelle decorazioni delle sue pietre, segno di innata capacità popolare nello scolpire la pietra. Il monumento principale del paese è senz’altro la chiesa di SS.Andrea e Lucia, costruita nella parte più alta del paese e che risale al X secolo. E’ una costruzione romanica in pietra serena , più volte ristrutturata; l’interno è a tre navate, di cui quella destra è di particolare interesse per la presenza sulla parete esterna di una arcata in pietra, decorata con motivi rinascimentali: formelle scolpite con i simboli dei quattro Evangelisti e decorate, nello spigolo del pilastro, da un cordonato e da un lastrone. Nel punto di attacco fra il pilastro e l’arco, c’è poi una cornice di foglie d’acanto aSS.Andrea e Lucia dentelli, mentre l’arco è decorato da un fregio a festone. L’arcata risale ad un restauro della chiesa eseguito nel 1497; uno dei suoi capitelli reca infatti incisa questa data.
Molto belli sono anche i due fonti battesimali, di cui uno quattrocentesco, è databile tra il 1441 ed il 1497: l’uno di forma quadrangolare, è scolpito a grandi rosoni e cinto da una corona d’alloro con cornucopie adorne di foglie d’acanto, arricchite da frutta sul lato sinistro e da due tortore su quello di destra; l’altro, anch’esso in pietra serena è scolpito a forma di vasca e poggia su piedi leonini. Nel patrimonio artistico della chiesa poi ci sono due acquasantiere in pietra, risalibili al XV secolo ed un leggio in ferro battuto, risalente al XV-XVI secolo, che poggia su zampe ornate a spina di pesce. Fra i dipinti va ricordato un affresco raffigurante il Battesimo di Cristo, riportato alla luce durante un restauro del 1957, che presenta i caratteri tipici della scuola tardomanieristica fiorentina. Quindi una Adorazione dei pastori dipinta su tavola che risale alla fine del XVI secolo, eseguita da un ignoto artista toscano, forse appartente alla cerchia di Sebastiano Vini.
Il campanile della chiesa è una torre di impianto romanico; dalla sua sommità si può osservare l’intera vallata ed anche apprezzare compiutamente la struttura del paese.
Sotto il paese infine c’è il piccolo oratorio della Madonna del Soccorso, di cui vale la pena di menzionare solo l’altare, settecentesco.

Ricorrenze

A Pontito la domenica prima del carnevale si faceva la “gallinaiola”: una gallina attaccata in aria che doveva essere colpita col fucile a palle.
Veniva cantato il “Maggio”: i cantori portavano un ramo di faggio e facevano il giro delle case cantando e raccogliendo doni, finché a sera cenavano e donavano a loro volta al prete ciò che avanzava.
Si festeggiava la Befana con la processione dei Re Magi che attraversava il paese, raccogliendo doni da distribuire ai ragazzi.
Queste tradizioni purtroppo sono scomparse dopo l’ultima guerra.

Iniziative

A Pontito c’è il campo Scuola internazionale di archeologia organizzato dal Museo civile di Paleontologia, Mineralogia e Archeologia di Pescia, con la collaborazione della Sovraintendenza Archeologica della Toscana e dell’università.

Galleria Foto

Via Cave 55 Pontito Arte SS.Andrea e Lucia

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